{"id":1435,"date":"2022-04-28T14:37:16","date_gmt":"2022-04-28T14:37:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arteinzucca.it\/centoventesimo\/?p=1435"},"modified":"2023-01-26T18:01:46","modified_gmt":"2023-01-26T18:01:46","slug":"intervista-a-gino-papuli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arteinzucca.it\/centoventesimo\/intervista-a-gino-papuli\/","title":{"rendered":"Intervista a Gino Papuli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">di Achille Omar Di Leonardo<\/p>\n<!-- \/wp:post-content -->\n\n<!-- wp:table {\"align\":\"center\",\"className\":\"is-style-stripes\"} -->\n<figure class=\"wp-block-table aligncenter is-style-stripes\">\n<table style=\"height: auto;\" width=\"100%\">\n<thead>\n<tr>\n<th>Terni, 3 marzo 2007<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\">&#8220;L&#8217;incontro con Gino Papuli \u00e8 avvenuto in seguito ad un contatto telefonico intercorso dopo aver letto alcuni suoi racconti nel libro di Giulio Bedeschi &#8220;Fronte russo c&#8217;ero anch&#8217;io&#8221;. Il libro di Bedeschi riportava la citt\u00e0 di residenza di ogni reduce autore dei racconti. Contattarlo non fu difficile. Cercai il numero di telefono feci un tentativo e il Sottotenente mi rispose. La cosa che mi stup\u00ec dell&#8217;ingegnere fu la sua spontanea disponibilit\u00e0 e la solerzia con la quale mi fiss\u00f2 un appuntamento per incontrarci sebbene fossi io ad essere interessato all&#8217;incontro. Lo contattavo perch\u00e9 era un sottotenente del secondo gruppo di complemento del 120\u00b0 Reggimento Artiglieria Motorizzato dello stesso reggimento di mio zio Achille. Ci vedemmo dopo pochi giorni a casa sua, a Terni, e l&#8217;accoglienza fu davvero generosa. Oggi posso dire che, nonostante ci si conosca poco, l&#8217;ingegner Papuli \u00e8 una persona molto disponibile, aperta, cordiale, di quelle persone che se ne incontrano poche e di cui bisognerebbe farne tesoro. Alla sua et\u00e0 (non dimentichiamoci che chi ha combattuto la guerra \u00e8 ultra ottantenne se non ultra 85enne) naviga su internet e risponde regolarmente alle mail, \u00e8 una di quelle persone che i giovani dovrebbero ammirare oltre che per la memoria storica di cui \u00e8 un prezioso protagonista anche per la sua capacit\u00e0 di stare al passo con i tempi. Per questo lo ringrazio pubblicamente, anche perch\u00e9 \u00e8 un preziosissimo aiuto per la costruzione di questo sito. Senza il suo appoggio forse non lo avrei mai iniziato. Spero per\u00f2 che saranno in molti a leggerlo in futuro&#8221; Grazie ancora Achille Omar Di Leonardo Quello che segue \u00e8 la trascrizione di quell&#8217;incontro, avvenuto il 3 marzo 2007 a Terni, dove tentavamo una lettura delle foto in mio possesso, che riguardano mio zio Achille disperso nella campagna di Russia. La chiacchierata a volte divaga ma ho preferito lasciarla cos\u00ec come si \u00e8 svolta, spontaneamente, tentando qua e l\u00e0 di renderla pi\u00f9 comprensibile alla lettura. Devo precisare che lo stesso Papuli riteneva superfluo che pubblicassi certi passaggi non del tutto utili per il sito. Credo per\u00f2 che anche le divagazioni siano un utile mezzo per conoscere meglio la persona e quindi penso che sia giusto lasciare l&#8217;integrit\u00e0 della conversazione per dare al lettore anche un&#8217;idea di quello che i reduci sono stati prima, durante e dopo la guerra, di come eventualmente questa esperienza li abbia cambiati e di come hanno continuato a contribuire a &#8220;dare&#8221; all&#8217;Italia attraverso il loro lavoro fatto di professionalit\u00e0 e di impegno.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<!-- \/wp:table -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Si comincia a parlare del suo percorso formativo&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la guerra ho ripreso gli studi universitari, ma a Roma non riuscivo a tenere il passo che desideravo, cos\u00ec con un amico ci siamo trasferiti a Pisa, dove mi sono laureato, sono stato un anno esatto l\u00ec. Credo di aver fatto qualcosa che nessuno abbia mai fatto, feci dodici esami e la tesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un impegno notevole!\n<\/strong>Ho sgobbato giorno e notte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ci credo che sia stata dura, ingegneria \u00e8 una delle facolt\u00e0 pi\u00f9 impegnative per non dire la pi\u00f9 difficile.\n<\/strong>E&#8217; stata dura! Dopo la laurea \u00e8 cominciata la mia occupazione con la &#8220;Terni societ\u00e0 per l&#8217;industria e l&#8217;elettricit\u00e0&#8221;, poi ho fatto carriera, ho girato sempre, il mio lavoro mi portava spesso fuori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi ha lavorato come libero professionista?\n<\/strong>No, sempre come dipendente. Poi sono stato nelle Acciaierie per 24 anni, successivamente sono passato al gruppo Fiat che aveva acquistato uno stabilimento siderurgico, sempre qui a Terni. Sono stato l\u00ec dal 1975 al 1980. Quindi sono andato in pensione come dirigente Fiat a 60 anni, non a 65. Questo mi ha permesso di coltivare i miei interessi e dedicarmi a lavori privati. Avevamo una societ\u00e0 di lavoro aereo a Roma, la &#8220;Sorem&#8221; che ha preso da noi il nome, oggi gestisce gli aerei per l&#8217;antincendio. Se lei nota, i canader, quelli di colore giallo, di fianco, riportano la scritta &#8220;Sorem&#8221;. Mi sono occupato quindi di questo, sono stato amministratore per un po&#8217; di anni. Anche l&#8217;archeologia industriale mi ha dato molto da fare. A questo proposito le regalo questo mio libro sull&#8217;archeologia industriale di Terni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Grazie, ero molto incuriosito a riguardo, la mia ignoranza in merito \u00e8 abissale non sapevo cosa fosse prima di aver fatto una ricerca su internet.<\/strong><b>\n<\/b>Qui trover\u00e0 la storia di Terni con riferimenti fotografici. <em>Si commenta la copertina&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo \u00e8 il monumento che si vede davanti alla stazione di Terni?\n<\/strong><b> <\/b>No, quella \u00e8 una pressa. Agli inizi, in acciaieria, lavoravamo con questa pressa, \u00e8 un mio retaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ed \u00e8 stata portata l\u00ec come monumento?<\/strong><b>\n<\/b>Esatto. Quella \u00e8 \u201cfiglia mia\u201d, in effetti, perch\u00e9 fui io a salvarla dalla distruzione e proporla come monumento. Non \u00e8 stato facile, ci ho messo 18 anni per poter portare la pressa dove la vede adesso. Non \u00e8 proprio un giocattolo, pensi che pesa duemila tonnellate di rottame e il costo di questo peso, nel 1999, al solo prezzo di rottame, ammontava a 400 milioni di lire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non l&#8217;hanno presa per pazzo? Spostare una pressa di quelle dimensioni per portarla all&#8217;aperto non deve essere stata impresa facile. Devo ammettere comunque che ha un suo fascino, ha un aspetto molto moderno, come potrebbe presentarsi un&#8217;opera d&#8217;arte monumentale, grandiosa.<\/strong><b>\n<\/b>\u00c8 presente anche una sala illustrativa che si pu\u00f2 visitare per leggerne la storia e capirne anche la struttura. La pressa, che vede oggi l\u00ec, si presenta nella sua interezza, a ragion veduta, in verit\u00e0 una parte era interrata. Il piano di lavoro era da un certo livello in s\u00f9, per il resto era sotto terra, l&#8217;omino di riferimento riprodotto sottolinea questo livello al di sotto del quale era presente la traversa che permetteva la sollecitazione delle dodicimila tonnellate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Con questa pressa si potevano fare ogni tipo di forma?<\/strong><b>\n<\/b>Beh, s\u00ec, cambiando gli stampi?Quando \u00e8 stata istallata, nel 1935, faceva le corazze per le navi, per i cannoni, i grandi cannoni. Poi, dopo la guerra, invece, ha fatto grossi pezziper l&#8217;industri pesante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma come funziona nella realt\u00e0?<\/strong><b>\n<\/b>Qui ci sono tre cilindri e questa \u00e8 la traversa mobile, quindi \u00e8 un sistema chiuso: quattro colonne con due traverse fisse. Questa traversa mobile va s\u00f9 e gi\u00f9, attraverso i cilindri preme su questo stampo. Quindi lo stampo sotto \u00e8 fermo, quello sopra batte e lavora il ferro che viene spostato avanti e indietro dal carropnte. Per sollevare la traversa ci sono questi due cilindri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E tutto questo mosso da&#8230;?<\/strong><b>\n<\/b>Acqua! \u00c8 idraulica, acqua che produce movimento mediante una sala pompe grandissima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Diceva che \u00e8 del 1935 ed ha lavorato fino a&#8230;?<\/strong><b>\n<\/b>Fino al 1993, quando \u00e8 stata sostituita con una nuova pressa da 12.600 tonnellate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi le acciaierie continuano a funzionare bene qui a Terni.<\/strong><b>\n<\/b>S\u00ec, certo, purtroppo oggi la priorit\u00e0 \u00e8 della &#8220;Thyssenkrupp&#8221;. Quando l&#8217;Iri ha smobilitato, ha avuto un po&#8217; di passaggi per diventare infine tedesca. Producono un milione e duecentomila tonnellate di acciaio inossidabile all&#8217;anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E distribuiscono in tutta Europa immagino!<\/strong><b>\n<\/b>Direi che vendono in tutto il mondo! E&#8217; uno dei pochissimi stabilimenti di acciaio inossidabile al mondo. <em>Si scambiano informazioni sui reciproci interessi, sui percorsi professionali e sulla famiglia.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per questo incontro devo dirle subito che non ho preparato delle domande, consideravo questo primo incontro una chiacchierata sul tema.<\/strong><b>\n<\/b>A proposito di suo zio, devo dirle che ho provato a telefonare ad un amico di Roma, Betti, anche lui reduce dalla Russia, al quale ho chiesto se ne avesse mai sentito parlare ma lui non ricorda n\u00e9 il nome n\u00e9 la persona. Comunque mi conferma che essendo suo zio al reparto comando, non c&#8217;erano contatti di grande continuit\u00e0 con gli altri reparti. Per\u00f2 mi diceva che ricorda il nome di Bassi, il sottotenente di Padova. A lui sembra che il Bassi fosse della prima batteria (gruppo ndr), anche se non ne era del tutto sicuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ho commesso un errore quando ci siamo sentiti telefonicamente, in effetti io le dissi che Bassi era del secondo gruppo, in verit\u00e0, come conferma il suo amico, era del primo gruppo. Ma anche il Bassi non si ricorda di mio zio, evidentemente non lo hai mai conosciuto.<\/strong>\n<em>Cedo una copia dell&#8217;intervista fatta al Bassi a Villanova nella sua residenza al sottotenente Papuli <\/em> Le porgo io una domanda. La famiglia quando ha saputo della notizia che suo zio era disperso?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non saprei con esattezza, i suoi fratelli non hanno ricordi precisi databili, erano ragazzini. Posso immaginare che la comunicazione fosse stata fatta intorno al 1947-48 ( anni in cui i prigionieri furono rimpatriati ndr ). Quasi certamente nel 1947 ricevettero la visita di quel suo amico Costantino che, tornando dalla prigionia, port\u00f2 loro le foto. Come le avevo accennato per telefono Costantino raccont\u00f2 una duplice verit\u00e0. A mia nonna non disse tutta la verit\u00e0 per non ferirla ulteriormente mentre a mio nonno confid\u00f2 realmente come andarono le cose.<\/strong><b>\n<\/b>Quindi questo soldato era stato fatto prigioniero insieme a suo zio! Io posso dirle che, con ogni probabilit\u00e0, si possa pensare che suo zio sia stato fatto prigioniero quando \u00e8 stato preso il comando di reggimento, quando sono stati presi, cio\u00e8, il primo e il terzo gruppo con il comando di reggimento. Altrimenti lui avrebbe, sfuggito a quell&#8217;episodio, fatto parte della \u201ccolonna Carloni\u201d, sarebbe cio\u00e8 venuto con noi durante la ritirata e avrebbe fatto eventualmente la battaglia di Pawlograd. La battaglia di Pawlograd \u00e8 stata abbastanza cruenta, molti soldati sono morti in quella occasione. Da tempo tra l&#8217;altro sto raccogliendo informazioni per scrivere per una rivista storica. Ho diverso materiale sulla vicenda ma non ho ancora tempo di occuparmene a tempo pieno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per capire meglio i posti di cui parliamo preferirei consultare delle mappe cos\u00ec da avere un&#8217;idea pi\u00f9 precisa dei luoghi. Questa che le mostro \u00e8 una cartina ricostruita di quella in possesso del sottotenente Bassi dove erano riprodotte tutte le batterie e gli schieramenti dei reggimenti. Si vede bene che il 120\u00b0 era in due punti precisi.\n<\/strong>In verit\u00e0 il secondo gruppo non era pi\u00f9 in linea perch\u00e9 era stato spostato dalle sue posizioni per dare aiuto alla divisione Torino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come vede, nella cartina ci sono segnate anche le date.\n<\/strong><b> <\/b>Io comunque le mostrerei la cartina che ho pubblicato nel mio libro che ripercorre le tappe e mostra meglio gli schieramenti. Come vede lo schieramento della Torino e della legione croata sono in questo punto. Questa \u00e8 una vicenda stranissima, quella della legione croata intendo dire, che ho cercato anche di ricostruire con delle ricerche che ho fatto a Roma, all&#8217;Ufficio Storico che si trova in viale Giulio Cesare, anche se devo dire che non ho trovato molto materiale. Ma per tornare al discorso di prima, quando noi siamo andati a soccorrere la Torino, i russi hanno sfondato il fronte, la mattina dopo per esattezza. I russi evidentemente avevano fatto un tentativo sulla Torino ma si capisce che era solo un saggio delle forze anche se avevano comunque conquistato alcune posizioni. Noi facemmo l&#8217;azione la mattina e successivamente ricevemmo notizia che i russi stavano sfondando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi si erano accorti di uno spostamento di truppa italiana rispetto alla posizione della Torino&#8230;<\/strong><b> <\/b>Non saprei dirlo con esattezza. <strong>Allora pu\u00f2 essere stato solo un fatto fortuito?<\/strong><b>\n<\/b>Non credo che sia noto da nessuna fonte questa analisi. Probabilmente hanno fatto solo un&#8217;azione di disturbo, un tentativo per capire se si poteva azzardare uno sfondamento in quella posizione, quella che teneva la Torino. Poi invece hanno sfondato sulla Sforzesca. Hanno circondato il primo e il terzo gruppo oltre al comando di reggimento (del 120\u00b0 reggimento ndr ).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi il 120\u00b0 era concentrato tutto in una zona precisa.<\/strong><b>\n<\/b>S\u00ec. Noi siamo stati richiamati indietro per via dello sfondamento ma non siamo riusciti a tornare in tempo per dare manforte, ormai era troppo tardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quali erano le distanze per avere un&#8217;idea dei tempi?<\/strong><b>\n<\/b>Tra i 10 e i 30 chilometri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Distanze lunghe anche da percorrere con i mezzi!<\/strong><b>\n<\/b>S\u00ec, certo, appunto, non abbiamo fatto in tempo a tornare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il tentativo lo avete comunque fatto?<\/strong><b>\n<\/b>S\u00ec, s\u00ec. All&#8217;inizio la strada la trovammo libera e riuscimmo a tornare a Meskoff dove c&#8217;era il comando della divisione Celere e dove io ero stato due sere prima, un fatto che racconto nel mio libro. I russi erano arrivati gi\u00e0 vicini, avevano fatto un certo numero di morti, molta gente era scappata. \u00c8 stato un brutto episodio. C&#8217;\u00e8 un fatto importante che successe a causa di questo sfondamento, mi riferisco ai due gruppi di ritirata, quello nord e quello sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qui stiamo parlando della Celere?<\/strong><b>\n<\/b>S\u00ec. Per\u00f2 c&#8217;\u00e8 da dire che il terzo bersaglieri era stato distrutto insieme al 120\u00b0 (a parte il secondo gruppo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per distrutti intende dire?<\/strong><b>\n<\/b>Catturati o uccisi. La legione Croata era sparita tutta, erano duemila persone, per\u00f2 siccome erano tutti volontari, venivano tutti dalla Croazia, i russi non esitarono ad eliminarli, uccidendoli sul posto. Si dice inoltre che gli ultimi superstiti si siano sparati a vicenda per non cadere in mano russa. A queste voci ci credo perch\u00e9 era gente che ragionava in questo modo. Durante la ritirata si unirono a noi i resti della Sforzesca, una parte della Torino (poca gente) e della Pasubio che faceva parte del blocco nord. La ritirata comincia da Mescoff per dirigersi verso sud. Come \u00e8 chiaro dalla mappa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi dopo esservi resi conto che con i russi non poteva esserci confronto vi siete ritirati a sud verso Mescoff?<\/strong><b>\n<\/b>Per\u00f2, come noter\u00e0 dal mio racconto, abbiamo avuto la possibilit\u00e0 di tenere con noi l&#8217;artiglieria, anche se solo in parte perch\u00e9 alcuni cannoni andarono fuori uso gi\u00e0 subito, il primo giorno, a causa del congelamento dell&#8217;olio del dispositivo che frenava il rinculo. In effetti questi &#8220;pezzi&#8221; erano arrivati al reggimento da pochi mesi in quanto durante l&#8217;estate i russi avevano sferrato a Serafimovich, io non c&#8217;ero, e l&#8217;artiglieria che aveva il 120\u00b0 non riusc\u00ec a fronteggiare i carri armati russi, non avendo proiettili perforanti. Tant&#8217;\u00e8 vero che ricordo di un sergente al quale fu data una medaglia d&#8217;oro perch\u00e9 non moll\u00f2 il pezzo fino a che un carro non lo travolse. Quindi rimasero senza cannoni fino al successivo riarmamento. Il difetto della nostra artiglieria stava nel fatto che aveva una scarsa resistenza al gelo, alla bassa temperatura l&#8217;olio gelava, tutto gelava, pensi che anche il vino veniva distribuito in sacchi, quando ancora c&#8217;era il vino. Si arrivava ai 40 gradi sotto zero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma come si resiste a certe temperature? Deve essere terribile!<\/strong><b>\n<\/b>Beh, lo era, quando andammo in soccorso alla Torino, il mio attendente ebbe un congelamento ai piedi, lui come tanti altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa succede quando si parla di congelamento?<\/strong><b>\n<\/b>Bisogna stabilire di che grado di congelamento si parla. Io per esempio ho avuto un alluce congelato, congelamento di primo grado: \u00e8 rimasto bianco per un certo numero di anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi dura parecchio tempo!<\/strong><b>\n<\/b>Dipende dall&#8217;entit\u00e0. Per\u00f2 se succede come \u00e8 successo al mio attendente, lei vede i piedi neri! Il sangue si gela e non circola pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma non ci si accorge che si \u00e8 in fase di congelamento?<\/strong><b>\n<\/b>No, si sente freddo ma non si ha la cognizione del grado di congelamento a cui si arriva. In quel caso l\u00ec, un congelamento di terzo grado, significa amputazione!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi quando si parla o si legge di congelati bisogna considerare che molto probabilmente di sta parlando di persone che avranno subito un&#8217;amputazione?<\/strong><b>\n<\/b>Consideri questo, che a quelle temperature l\u00ec, all&#8217;addiaccio non si resiste, non resiste nessuno, neppure i russi. E allora bisogna ripararsi. Non \u00e8 un caso che si lottasse per conquistare un&#8217;isba, per avere un minimo di riparo. Qualcuno si infilava nei pagliai e poteva sperare di sopravvivere ma non certo a 40 sotto zero. Oggi penso che con indumenti tecnologicamente avanzati si riesca, forse, a resistere ma con l&#8217;equipaggiamento di allora certamente era impossibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi mi conferma che tutto quello che si legge nelle testimonianze e di quello che di faceva per sfuggire al freddo, di isbe stracolme di gente \u00e8 un fatto molto ricorrente e una situazione con la quale facevate quotidianamente i conti!<\/strong><b>\n<\/b>Eh, s\u00ec. C&#8217;\u00e8 stato un episodio che rimarr\u00e0 sempre impresso alle mie orecchie, una cosa che non ho mai dimenticato: la notte in cui il mio attendente si \u00e8 congelato, io ero nella cabina del camion, eravamo in 8 o forse 10, sentii i soldati che erano dietro, nel cassone del camion che piangevano per il freddo, piangevano, giustamente, perch\u00e9 il congelamento significava la probabile morte per loro. Questo purtroppo \u00e8 la realt\u00e0. Comunque credo che suo zio sia stato fatto prigioniero in quella zona l\u00ec. Lui non ha fatto la ritirata che abbiamo fatto noi, probabilmente \u00e8 stato fatto prigioniero. Il fatto difficile da capire \u00e8 quello che \u00e8 successo dopo. So di gente che \u00e8 tornata. Avevo questo mio collega di Gualdo Tadino, che per\u00f2 \u00e8 stato fatto prigioniero a Pawlograd non l\u00ec, il quale ha fatto la prigionia e dopo tre-quattro anni \u00e8 stato rimpatriato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>So che gli ufficiali sono stati rilasciati dopo il rilascio dei soldati?<\/strong><b>\n<\/b>Lui mi raccont\u00f2 che un nostro amico comune, uno che era venuto in Russia con me, il sottotenente Gigli, una bravissima persona tra l&#8217;altro, l&#8217;ho rivisto a Mescoff perch\u00e9 non era arrivato in linea con me. Lui a Pawlograd \u00e8 stato catturato, e lo portarono per migliaia di chilometri perch\u00e9 facevano tantissima strada prima di raggiungere i campi. Lui ebbe la polmonite, si sa che chi si ammala diventa un peso per gli altri e so che i russi della scorta gli hanno sparato, sul bordo della strada. Lo lasciarono l\u00ec. Bisogna considerare che queste grosse colonne erano accompagnate da pochissimi soldati russi. Molti raccontano di fughe dalle colonne, c&#8217;\u00e8 chi racconta di soldati che scappati si sono nascosti in isbe e poi magari hanno preso moglie ecc&#8230; in verit\u00e0 era impossibile perch\u00e9 i russi erano al corrente di tutto, attraverso i partigiani, attraverso la gente comune, sapevano tutto. Di questo ce ne accorgevamo anche perch\u00e9 l&#8217;atteggiamento dei civili cambiava nel momento in cui arrivava il fronte. I civili generalmente erano gente molto aperta e cordiale ma in quelle occasioni sapevano che i controlli aumentavano per cui anche con noi prendevano le distanze. Su un migliaio di prigionieri si possono considerare tre persone, tre russi, che controllavano la massa di prigionieri. Era un po&#8217; la logica che avevamo potuto constatare anche noi con le punte corazzate, si vedevano quattro o cinque carri armati senza fanteria e con un po&#8217; di gente sopra che seguiva. Si diceva che \u201cnon facevano prigionieri\u201d ma questo voleva dire che i prigionieri venivano abbattuti all&#8217;istante. Molta gente \u00e8 morta in questo modo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi i russi non \u00e8 detto che avanzassero sempre in massa?<\/strong><b>\n<\/b>Questo \u00e8 un tipo di iniziativa che avevano imparato dai tedeschi. La guerra blitz dei tedeschi. Questo tipo di azione serviva a coprire la deficienza di un certo numero di uomini, sempre ammesso di essere in possesso di truppe corazzate, carri armati, e carri armati buoni non come i nostri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quelle che chiamavano scatolette di sardine?<\/strong><b>\n<\/b>Si, sembravano dei giocattoli! Molta gente quindi \u00e8 morta durante le marce, bastava che si ammalasse per cadere vittima delle fucilate russe. Bastava che un soldato zoppicasse per un qualsiasi motivo e veniva fatto fuori, non erano ammessi rallentamenti. \u00c8 possibile che per\u00f2 suo zio abbia fatto la prigionia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Da quelli che sono i racconti orali sembrerebbe cos\u00ec, ma di certo non c&#8217;\u00e8 nulla di sicuro. Come le dicevo si racconta che l&#8217;amico Costantino fosse scappato dalla prigionia ma come diceva lei prima sembrerebbe inverosimile una situazione di questo genere. Certo, mia nonna non avr\u00e0 chiesto i dettagli sulla fuga, si sar\u00e0 limitata ad ascoltare la vicenda senza avere i mezzi per poter giudicare un racconto che poteva essergli sembrato verosimile. Oltretutto, per suffragare la sua tesi, si invent\u00f2 anche di essersi rotto i denti durante la fuga e che prima di scappare mio zio gli diede queste foto che stiamo guardando, da consegnare alla famiglia. A mio nonno raccont\u00f2 un&#8217;altra verit\u00e0 vera che mor\u00ec per malattia ma non sappiamo se la malattia lo colse durante le marce del davaj o durante la prigionia.<\/strong><b> Quindi le foto che guardiamo oggi sono le foto che in un modo o nell&#8217;altro sono tornate a casa dalla Russia, sulla certezza della loro provenienza c&#8217;\u00e8 ancora forte dubbio anche perch\u00e9 in prigionia non avr\u00e0 certo avuto modo di poterle conservare. So per certo che venivano spogliati di tutto. Allora potrebbe semplicemente essere successo che il suo amico Costantino abbia spedito queste foto durante la loro permanenza in Russia e che quando \u00e8 tornato a casa ha voluto farne dono ai miei nonni come ricordo del loro figlio Achille. <\/b>Beh \u00e8 probabile! <strong>Questa tesi mi pare la pi\u00f9 logica anche perch\u00e9 dietro le foto \u00e8 presente un timbro di un fotografo di Termoli, citt\u00e0 di provenienza di Costantino Vaccarella. Non so bene come funzionasse la censura ma immagino che potessero venire spedite in Italia e poi visionate.<\/strong><b>\n<\/b>Si, le foto, come le lettere, subivano la stessa trafila della censura, si spediva la posta in Italia e poi veniva vagliata dalla censura nel distretto militare di competenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Era possibile che un fotografo le visionasse ed apportasse una timbratura?\n<\/strong><b> <\/b>Il timbro? Non ho mai sentito che le foto venissero timbrate con questa tipologia, per\u00f2 non posso escluderlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il fatto curioso \u00e8 che non sembrano foto recenti possono essere state doppiate da negativo, sembrerebbe come se il fotografo le avesse vidimate per presa visione.\n<\/strong><span style=\"font-size: 1rem;\">Si esaminano le foto&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mio padre mi ha spiegato che il pezzo su cui \u00e8 seduto mio zio in questa foto si tratta in realt\u00e0 del coperchio che copriva il motore del 626.<\/strong><b>\n<\/b>Si, non lo avevo notato. Il motore era dentro la cabina. Questo \u00e8 stato il primo autocarro con la cabina integrale. Prima avevano tutti il motore fuori. Questo fatto ci ha aiutato molto perch\u00e9 questo significava riscaldare 7-8 persone, chi era dentro aveva la possibilit\u00e0 di stare meglio di chi era sul cassone era esposto al gelo che, per quanto coperto da telone, era sempre all&#8217;aperto. Alcuni dei nostri 626 erano color caki destinati alla guerra d&#8217;Africa, per urgenza vennero dirottati in Russia senza essere adattati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pausa si parla di&#8230;<\/em><em><strong>Carolina il 626 salvato e riportato in Italia<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel libro \u201cfronte russo c&#8217;ero anch&#8217;io\u201d curato da Bedeschi lei parla del rientro in Italia di Carolina, il camion Fiat 626 salvato nella ritirata. La cosa che non spiega \u00e8 dove and\u00f2 a finire Carolina.<\/strong><b>\n<\/b>Ah, nessuno lo sa! ( risate ) \u00c8 una domanda da dieci miliardi!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mi ricordo di un racconto di un alpino che nella ritirata era riuscito a salvare un cane che si port\u00f2 a casa, allo stesso modo pensavo che Carolina avesse avuto un posto speciale in qualche angolo di qualche officina come cimelio di guerra.<\/strong><b>\n<\/b>No, questo no, per\u00f2, devo dire, che \u00e8 stato l&#8217;unico autocarro che \u00e8 rientrato, su una tradotta, su un pianale. Sa, noi siamo stati portati in campo contumaciale per cui non potemmo dedicarci alle sorti del camion. Poi siamo rientrati a Padova al deposito ma nel frattempo che fine abbia fatto il camion nessuno lo sa, \u00e8 possibile che quando ci hanno trattenuto nel campo contumaciale abbia proseguito il viaggio per Padova, probabilmente con i documenti e tutto quello che serviva per il rimpatrio del nostro gruppo, poi, chiss\u00e0, al distretto di Padova pu\u00f2 essere stato anche rottamato visto che comunque era tutto sgangherato. Si era spostato l&#8217;assale posteriore, era pi\u00f9 a destra di quello posteriore per cui camminava storto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per\u00f2 continuava ad assolvere la sua funzione?<\/strong><b>\n<\/b>Camminava sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi questi erano da considerarsi buoni camion?<\/strong><b>\n<\/b>S\u00ec, buoni, attenzione per\u00f2: questi come i nostri che erano a benzina. Quelli che erano a nafta avevano invece i guai di tutti i motori a nafta, che erano tanti. A quelle temperature bisognava accendere il fuoco sotto per riscaldare l&#8217;olio della coppa. Gli stessi cannoni, a cui gelava l&#8217;olio, si rompevano ed erano inservibili perch\u00e9 andavano indietro, rinculavano, ma non tornavano avanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Quindi spesso vi siete trovati in difficolt\u00e0 pi\u00f9 per le condizioni in cui vi poneva il gelo che della situazione in s\u00e9 dalla quale avreste potuto cavarvela!?\n<\/b>Certo! Poi ci siamo trovati senza benzina, abbiamo perso le catene, non avevamo pi\u00f9 l&#8217;anticongelante per cui eravamo costretti a metterli in moto e tenerli a lungo per evitare che congelasse l&#8217;acqua del radiatore. A Pawlograd \u00e8 successo questo, ogni mezz&#8217;ora dovevamo metterlo in moto. Un giorno ho visto una scena impressionante, una colonna immensa di camion abbandonati per mancanza di benzina. Erano tutti nuovi appena usciti dalla fabbrica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Anche i rifornimenti di benzina non si riusciva a portarli dietro? Come mai mancava?<\/strong><b>\n<\/b>Si, avevamo delle riserve ma i rifornimenti, dovevano arrivare, dalle retrovie. Dovevano servirci i camion che facevano rifornimento. L&#8217;ultima volta che avemmo il rifornimento di benzina, mi pare che lo dica nel libro, fu a Mescof o da qualche parte nei dintorni, nella occasione in cui ho fatto salire il mio attendente con i feriti gravi e i congelati gravi per tentare di mandarli all&#8217;ospedale di Millerovo. Sapevamo che le linee potevano essere gi\u00e0 bloccate ma d&#8217;altra parte non potevamo fare a meno di tentare, speravamo che vedendo soldati moribondi li avrebbero fatti passare ma non sapemmo pi\u00f9 nulla. Io poi ho ritrovato la famiglia del mio attendente che \u00e8 di Gessopalena, della provincia dell&#8217;Aquila. Con loro ci siamo visti e tenuti in contatto. In quel caso l\u00ec fui io a contattarli: avevo visto una lettera pubblicata da un libro di quel giornalista della rai, Pino Scaccia. Era andato in Russia anche per ritrovare i cimiteri, aveva pubblicato un libro. In questo libro c&#8217;era una lettera di una signora di Gessopalena che diceva \u201cmio nonno era nel 120\u00b0\u2026\u201d spiegava un po&#8217; la storia e diceva di non saperne pi\u00f9 nulla. Nella firma leggo il nome del mio attendente. Mi procurai il numero, mi misi in contatto con la famiglia e volli avere una prova che fosse lui prima di doverle togliere un po&#8217; di illusioni, chiesi alla signora se suo nonno era sarto e lei rispose affermativamente. Loro pensavano che potesse essere ancora vivo, io dissi loro che non sapevo nulla ma che ai fatti non c&#8217;era da sperare che fosse nascosto in qualche isba sfuggito al controllo, una situazione simile era piuttosto irreale come le ho gi\u00e0 avuto modo di spiegare..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Si passa ad altre foto&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qui si vede una macchina da scrivere, che vuol dire che i soldati redigevano i rapporti?<\/strong><b>\n<\/b>In Russia c&#8217;erano in verit\u00e0 anche i cronisti, c&#8217;era l&#8217;Istituto Luce, c&#8217;era gente che scriveva ma qui potrebbe trattarsi anche di una telescrivente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cio\u00e8?<\/strong><b>\n<\/b>Mi chiedo se ci fossero in verit\u00e0! Comunque, la telescrivente era una sorta di macchina da scrivere con un foglio inserito per vedere il testo che serviva per comunicare. La macchina da scrivere normalmente era pi\u00f9 piccola di questa. Per il resto non si distingue bene, non potrei dirlo con certezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qui c&#8217;\u00e8 una mitragliera da 20mm. Dove potrebbe essere stata scattata questa foto visto il tipo di artiglieria contraerea? Poteva essere in prima linea?<\/strong><b>\n<\/b>In primissima linea no, ma abbastanza avanti certo, come no! Riguardo al luogo poteva essere da qualsiasi parte, non necessariamente vicino a zone con aeroporti. Faceva parte del normale armamento dei reparti combattenti, non erano come le artiglierie di medio calibro che stavano indietro. Una di queste aveva abbattuto un aereo, un trimotore mi pare, e io andai a vederlo perch\u00e9 non era molto lontano ed era stato abbattuto forse perch\u00e9 si era perso. A proposito delle armi, qui a Terni c&#8217;\u00e8 un museo di armi leggere tutte ancora funzionanti, un museo non aperto al pubblico proprio per questa caratteristica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In questa foto, dopo averla ingrandita, ho scoperto che avevano scritto su un 626 delle frasi: \u201cVera vado e torno\u201d e dall&#8217;altra parte altri nomi di donne.\n<\/strong><b> <\/b>Non mi ricordavo che nel 626 si potesse aprire il parabrezza, ma questi dovevano essere stati destinati proprio al fronte africano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi questo poteva essere uno di quei camion dal colore sabbia.<\/strong><b> <\/b>Eh, si! <strong>Secondo lei si tratta effettivamente di un 626 o un 666?<\/strong><b>\n<\/b>A me sembra un 626, un po&#8217; mi fa pensare la parte anteriore ma a guardare il parafango&#8230; e poi questi fanali sembrano quelli di un 626 gli altri non avevano questa tipologia di fanali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Avevate solo il 626 o anche atri tipi di camion?<\/strong><b>\n<\/b>No, avevamo solo il 626 anche se ad un certo punto, siccome li avevamo persi tutti meno uno, quando ci hanno riarmato per andare a Pawlograd ci hanno dato degli SPA 38 e dei Bianchi Miles.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Erano molto viversi dal 626?<\/strong><b>\n<\/b>Beh, lo SPA 38 era vecchio, aveva la cabina solo per due posti, il Bianchi Miles era un po&#8217; pi\u00f9 grande ma era sempre col motore davanti, \u00e8 un camion che \u00e8 durato poco, era poco noto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In questa foto c&#8217;\u00e8 una macchina, un 1100, cosa ci faceva una macchina cos\u00ec in Russia?<\/strong><b>\n<\/b>Il 1100 era la macchina che usava il comandante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quante ce n&#8217;erano?<\/strong><b>\n<\/b>Una per ogni gruppo anzi, non per ogni gruppo&#8230; dunque questa era la 1100, una macchina comune, per\u00f2 anche qui cos\u00ec come era successo per i camion che erano stati verniciati in kaki, questi erano blu perch\u00e9 le avevano prese, requisite alla distribuzione civile, non si sa perch\u00e9. Forse perch\u00e9 non le avevano pronte ancora quindi a suo tempo c&#8217;\u00e8 n&#8217;era una sola che veniva usata dal Colonnello Carloni. Quindi immagino che lo avesse lui come comandante di reggimento&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Carloni era dei bersaglieri&#8230;<\/strong><b>\n<\/b>Del sesto bersaglieri, questa macchina \u00e8 l&#8217;unica 1100 che noi abbiamo salvato perch\u00e8 a quella del colonnello De Simone, che comandava il 120\u00b0, era sparita con la cattura del comando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La macchina riprodotta in questa foto di chi potrebbe essere visto che si tratta di soldati del 120\u00b0?<\/strong><b>\n<\/b>A suo tempo ce n&#8217;era pi\u00f9 di una.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quanti mezzi siete riusciti a salvare?<\/strong><b>\n<\/b>Si salvarono la macchina del Carloni (credo fosse sua almeno, perch\u00e9 noi, come complemento, non avevamo una macchina) insieme al nostro 626.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ed era in dotazione soltanto del comandante?<\/strong><b>\n<\/b>Del comandante di reggimento. Questa \u00e8 oltretutto la macchina che cito in un mio racconto per il fatto che le saltava continuamente una candela, avendo la filettatura spanata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questa invece \u00e8 una foto di due ragazze russe o ucraine in un campo di, granturco?<\/strong><b>\n<\/b>Si, un campo di granturco, sembrerebbe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questa foto al contrario delle altre sembrerebbe una foto scattata dalle nostre parti in Abruzzo o Molise anche perch\u00e8 so che mio zio Achille faceva la spola in moto tra l&#8217;Aquila e Pordenone per seguire un corso per artiglieri, l&#8217;ho scoperto dal foglio matricolare e da informazioni dedotte dalla famiglia. Strade come queste, asfaltate, ce n&#8217;erano in Russia?<\/strong><b>\n<\/b>No! Io ho visto una strada pavimentate con blocchi di ghisa, la vidi per la verit\u00e0 una sola volta, blocchi grossi di ghisa, come mattonelle, le usavano di quel materiale per via del gelo perch\u00e8 con altro materiale sarebbe saltato via tutto. Con i mezzi, quando c&#8217;era il disgelo, le strade erano impraticabili a causa del fango e quindi le strade asfaltate non esistevano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lei dunque \u00e8 stato in Russia dall&#8217;ottobre 1942?<\/strong><b>\n<\/b>No, dai primi di dicembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi ha vissuto tutto il periodo pi\u00f9 freddo, il disgelo non deve averlo visto?<\/strong><b>\n<\/b>Beh no, l&#8217;ho visto eccome, avevamo il fango fino al ginocchio, i camion camminavano in mezzo all&#8217;acqua e la notte gelava, in un certo periodo, mentre di giorno c&#8217;era il sole e si scioglieva. Tornando alla foto di suo zio in moto, noto il fanale coperto per l&#8217;oscuramente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Spieghi meglio\u2026<\/strong><b>\n<\/b>Per l&#8217;oscuramento era proibito dappertutto accendere i fari per non dare riferimenti visibili dagli aerei ed evitare cos\u00ec i bombardamenti. Si viaggiava quindi con i fari schermati e c&#8217;era, come vede nella foto, solo una fessura per far passare la luce, il resto era nero proprio come si vede nella foto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi in tutto il territorio nazionale bisognava prendere queste precauzioni.<\/strong><b>\n<\/b>Durante la guerra, certo. Qui vedo il bollo. Ma non si vede che moto sia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Credo ci sia scritto Gilera.<\/strong><b>\n<\/b>Ecco, si, si vede qualcosa, \u00e8 vero. Per\u00f2 se sia militare o meno non saprei dire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Beh, lui \u00e8 vestito da militare quindi potrebbe essere.<\/strong><b>\n<\/b>Per confrontarla le far\u00f2 vedere una foto in mio possesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ha delle foto del fronte russo?<\/strong><b>\n<\/b>No, una sola, le ho perse tutte. Le distrussi perch\u00e9 volevo essere sicuro che non finissero in mano ai russi. Ne ho fatte comunque pochissime, volutamente. Ne avevo fatte diverse con compagni e amici ma poi persi tutto nel periodo della guerra, me ne rimasta una sola, l&#8217;unica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questa \u00e8 l&#8217;unica foto di cui sono certo essere stata spedita da Padova, dovrebbe essere, con ogni probabilit\u00e0, la Caserma che li ha ospitati prima di partire per la Russia. Lui scrive questa foto-cartolina da Padova dove era stato aggregato al 44\u00b0 reggimento d&#8217;artiglieria per poi essere spostato subito al 18\u00b0.<\/strong><b>\n<\/b>Io ero del 43\u00b0 pensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi anche lei \u00e8 partito da Padova?<\/strong><b>\n<\/b>Il mio gruppo, la mia compagnia, il mio battaglione di complementi \u00e8 partito da Bologna non da Padova. Non c&#8217;erano solo gente di Padova come alcuni che stavano con me, ma c&#8217;era anche gente di altri reparti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi la sua trafila qual \u00e8 stata, \u00e8 stato chiamato alle armi quando?<\/strong><b>\n<\/b>Io sono andato a fare il servizio da volontario quando non avevano ancora chiamato la classe del 1921. L&#8217;hanno chiamata dopo, poco dopo. Quindi i primi mesi sono stato destinato come soldato semplice al 43\u00b0 che stava a Firenze, vicino Firenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E lei dove abitava in quel periodo ?<\/strong><b>\n<\/b>Allora ero a Pesaro, per la verit\u00e0 mio padre (mia madre era gi\u00e0 morta), e quindi noi siamo andati, io con altri due amici, a Firenze e ci hanno messo a Poggio a Caiano, nella villa medicea, con i cavalli, il 43\u00b0 era ippotrainato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Ecco perch\u00e9\u00a0nel suo libro cita i cavalli e poi fa l&#8217;associazione con i motori. <\/b>Era pesante con i cavalli. L\u00ec siamo stati un po&#8217; di mesi poi hanno radunato gli universitari e li hanno mandati a Firenze, sul lungo Arno della Zecca vecchia, in una caserma che c&#8217;\u00e8 ancora, non molto lontano dalla biblioteca nazionale. L\u00ec ho fatto il caporale poi il sergente e da sergente mi hanno mandato al servizio geografico militare, sempre a Firenze, perch\u00e9 sarei dovuto andare in Africa a fare il pilota astronomico, per il deserto. Copiarono dagli inglesi, dovevano sapere il punto di collocazione, non c&#8217;era ancora il sistema GPS, allora il punto si faceva traguardando delle stelle particolari note, si facevano dei calcoli e si otteneva il punto geografico. Quando ero gi\u00e0 vestito in kaki per partire per l&#8217;Africa usc\u00ec la circolare del ministero che obbligava tutti gli universitari a seguire il corso di allievi ufficiali perch\u00e9 c&#8217;era bisogno di formarli. Quindi, da l\u00ec, sono andato a Nocera Inferiore, ho frequentato il corso dopo di che mi hanno mandato, in prima nomina, a Roma ai granatieri di Sardegna che erano a Castro Pretorio, l\u00ec sono stato un paio di mesi dopo di che mi hanno mobilitato a Bracciano poi a Bologna e da l\u00ec siamo partiti per la Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La formazione per diventare ufficiali in cosa consisteva?<\/strong><b>\n<\/b>Beh, l&#8217;uso dei cannoni, il tiro, i calcoli. Anche l\u00ec tutta una serie di regole balistiche che allora erano abbastanza complicate e che oggi non si fanno pi\u00f9. Molte di quelle cose non le abbiamo mai applicate perch\u00e8, chi ha mai fatto il tiro calcolato da noi? Si sparava a zero finch\u00e9 abbiamo potuto, sparavamo a zero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Certo con un carro armato che ti si sposta davanti sarebbe stato difficile fare i calcoli&#8230;<\/strong><b>\n<\/b>In teoria bisognava calcolare l&#8217;alzo, la distanza, la carica di lancio che era variabile non erano bossoli. C&#8217;era il bossolo ma non era attaccato al proiettile, quindi si caricava il proiettile e nel bossolo bisognava mettere la carica &#8211; che era contenuta in sacchetti &#8211; secondo la distanza che bisognava raggiungere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questi erano gli ordini che dava lei ai\u00a0suoi artiglieri?<\/strong><b>\n<\/b>Certo, e poi c&#8217;erano i gradi angolari dell&#8217;alzo e della direzione da considerare ma sono cose che non abbiamo fatto mai. Tornando al foglio matricolare suo zio dal 6 gennaio va nel 18\u00b0 artiglieria L&#8217;Aquila, poi leggo \u201dtale aggregato alla compagnia distrettuale di Taranto per corso spolettatori\u201d\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questa era una prassi d&#8217;obbligo per gli artiglieri all&#8217;epoca?<\/strong><b>\n<\/b>Non sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi a seconda delle capacit\u00e0 del singolo venivano smistati nelle varie citt\u00e0 dove c&#8217;erano corsi?<\/strong><b>\n<\/b>Non solo, ma poi non \u00e8 che tutti andassero a Taranto a seguire i corsi di spolettatori. Gli spolettatori si formavano in tanti altri posti per\u00f2 era un corso che insegnava a regolare e a montare la spoletta sul proiettile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di che quale tipo di artiglieria stiamo parlando?<\/strong><b>\n<\/b>Di cannoni, i nostri erano da 75\/27 per\u00f2 avevamo anche i 100\/17. Lei sa, il secondo numero \u00e8 la lunghezza, il primo \u00e8 il diametro. Quindi il cannone 75\/27 risulta essere lungo 27 volte il suo diametro. Al di sotto di 10 volte il diametro \u00e8 gi\u00e0 un obice, in sostanza \u00e8 pi\u00f9 corto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ed hanno una gittata&#8230;?<\/strong><b>\n<\/b>Quello dipende da tanti fattori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La tipologia del proiettile \u00e8 la stessa o cambia a seconda del cannone?<\/strong><b> <\/b>Hanno tipologia diversa certo, c&#8217;era, non so se anche oggi c&#8217;\u00e8, quello a &#8220;pronto effetto\u201d che esplodeva subito appena toccava il bersaglio; invece c&#8217;erano le granate perforanti che prima entravano e poi esplodevano. Poi c&#8217;erano quelle che servivano per allargare la rosa di tiro, che si frantumavano in un certo modo e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questa foto \u00e8 curiosa perch\u00e8 riporta dietro dei nomi di un tenente e un maresciallo&#8230;<\/strong><b>\n<\/b>Questa \u00e8 la mitragliera da 20 mm (Breda 20\/65 mod. 35 ndr)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nella foto\u00a0ci sono i due soggetti, un certo tenente \u201cDi Gino\u201d o Di Giuno\u201d, non si capisce bene, e un maresciallo \u201cMarini\u201d &#8220;Marzani&#8221; o Marzini&#8221; o forse ancora \u201cMaraini\u201d anche questo \u00e8 indecifrabile. Ma il maresciallo che funzione aveva? Non mi risulta che ci fossero dei marescialli nei testi che ho letto sul fronte russo. Il maresciallo che carica era?<\/strong><b>\n<\/b>Il maresciallo era la carica intermedia tra la truppa e gli ufficiali, quindi non era un ufficiale ma\u00a0era la carica pi\u00f9 alta dei sottoufficiali. Quindi c&#8217;erano il sergente, il sergente maggiore e il maresciallo. Per il maresciallo, c&#8217;era la carica di maggiore: maresciallo maggiore\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il tenente invece?<\/strong>\nIl tenente cominciava da sotto tenente, prima ancora dall&#8217;aspirante (che era quello che seguiva i vari corsi ecc.) e quindi sotto tenente, tenente, capitano, maggiore, tenente colonnelo, colonnello e generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi volendo ricominciare dal soldato semplice?<\/strong><b>\n<\/b>Il soldato, il caporale, caporal maggiore, sergente semplice, sergente maggiore, maresciallo, maresciallo maggiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I<\/strong><strong>n questo caso chi aveva il grado pi\u00f9 alto?<\/strong><b>\n<\/b>Per la verit\u00e0 da noi, nel 120\u00b0, di marescialli non ce n&#8217;erano. vedo che c&#8217;\u00e8 una scritta qui in basso, Motor&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Forse Motorizzato\u2026<\/strong><b>\n<\/b>Beh, il nostro era il 120\u00b0 artiglieria &#8220;motorizzato&#8221;&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per\u00f2 risultano curiosi i due nomi, non capisco il perch\u00e8 li abbia scritti, che utilit\u00e0 avessero se erano semplicemente i nomi da ricordare.<\/strong><b>\n<\/b>Quello che invece non capisco io \u00e8 il disegno!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Inizialmente, visto lo schema, pensavo che la foto fosse il mezzo con la quale riconoscere i superiori per qualche necessit\u00e0 di servizio o di tattica militare. Invece poi, parlando con un amico giornalista, che si \u00e8 appassionato alla vicenda, mi aveva con, approssimata certezza, suggerito che si trattava di un gioco. In effetti, facendo una ricerca su questo tipo di giochi, mi sono reso conto che esiste un gioco (lo Sprout ndr) per cui bisogno unire i pallini senza far incrociare le linee. Quelle che sembravano essere degli schemi militari non erano altro che un gioco. Ed infatti, se si nota bene, le linee non si incrociano mai. \u00c8 un gioco!<\/strong><strong><b> Questo invece \u00e8 un ordine del giorno del generale Messe che mand\u00f2 a tutti i soldati italiani in Russia.\n<\/b><\/strong>S\u00ec, lo ricordo il Generale Messe, quando andai io in Russia non c&#8217;era gi\u00e0 pi\u00f9, rientr\u00f2. Al suo posto ci fu Gariboldi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Queste sono delle lettere che lui mandava a casa. Questo numero \u00e8 il numero della censura?<\/strong><b>\n<\/b>Penso di si!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E che voleva dire? che era stato censurato o che era stato semplicemente visionato?<\/strong><b>\n<\/b>Si riferisce all&#8217;operatore, in questo caso l&#8217;operatore numero 3! E&#8217; evidente che era stata visionata certo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Era quindi un censore di Campobasso vista la sigla della provincia?\n<\/strong>Pu\u00f2 darsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Veniva visionato dal distretto militare del luogo di residenza?<\/strong><b>\n<\/b>Pu\u00f2 darsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Avevamo detto che le lettere arrivavano in Italia dalla Russia, venivano smistate e in un secondo tempo controllate dalla censura. Quindi la cesura era nei posti dove le lettere pervenivano. Per esempio: le lettere che arrivavano in Russia, sul fronte di guerra, erano censurante a monte o arrivavano\u00a0in Russia e poi venivano visionate?<\/strong><b>\n<\/b>Non lo so perch\u00e9 io non ha mai ricevuto lettere (risate)!!!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Diciamo che non ha fatto in tempo&#8230;\n<\/strong>Beh no, in effetti no, dopo che sono arrivato \u00e8 successo subito il disastro per cui non ho fatto in tempo a riceverle. Devo dire che quel periodo, per mio padre che era solo, non deve essere stato facile. \u00c8 stato tre mesi senza sapere nulla di me.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questa \u00e8 una trascrizione di una lettera di mio zio dove riporta un nome di un cugino di Teramo che era stato fatto prigioniero dagli americani o dagli inglesi in un campo di prigionia in Africa.\n<\/strong>C&#8217;\u00e8 una data? Vedo posta militare 40 del 20-11-42, e quindi poco prima del &#8220;pasticcio&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Purtroppo la data di questa lettera e le due cartoline sembrano piuttosto casuali, \u00e8 possibile che ve ne fossero altre, magari andate perse, mia zia, la sorella, aveva solo queste. Anche perch\u00e8 nella lettera spiega alla madre che \u00e8 diverso tempo che non riceve loro notizie questo lascia pensare che abbia scritto altre lettere prima di questa. Poteva essere che venissero censurate?\n<\/strong>Mah, che venisse censurata completamente un lettera era molto raro, al massimo venivano cancellate alcune notizie, alcune frasi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Queste due righe invece sono delle informazioni che mi diedero sul 120\u00b0 quando contattai l&#8217;associazione Unirr che mi mise in contatto con il tenente Bassi.<\/strong><b>\n<\/b>Leggo \u201cin sostituzione del terzo artiglieria a cavallo\u201d vede? Serafimovich, &#8230;a fine settembre la Celere venne trasferita su un altro settore del fronte e inserita tra la divisione Torino e la Sforzesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E come mai il giorno prima dell&#8217;attacco russo di dicembre proprio il vostro gruppo \u00e8 stato scelto per essere trasferito? Infondo eravate tre gruppi che, immagino, si equivalessero\u2026<\/strong><b>\n<\/b>S\u00ec, certo, credo che fosse solo per una questione tattica, probabilmente perch\u00e8 levare il secondo era meno pericoloso che levare uno degli atri due.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e8 \u00e8 vero che eravate uguali o simili ma avevate comunque armi diverse!?<\/strong><b>\n<\/b>Zone diverse! <strong>Intendevo dire come artiglieria.<\/strong><b> <\/b>No, no erano tutte identiche, in verit\u00e0 un gruppo aveva anche i 100\/17, questi cannoni un po&#8217; pi\u00f9 grossi, per\u00f2 c&#8217;erano soltanto tre batterie poi il resto erano tutti 75\/27, credo quindi che fosse solo una scelta tattica non dovuta alle artiglieria in nostro possesso. Qui vedo per\u00f2 che c&#8217;\u00e8 un errore non \u00e8 il quinto ma il terzo bersaglieri che difatti \u00e8 stato quasi completamene distrutto, non \u00e8 tornato quasi nessuno. \u201c&#8230;.parte del terzo riusc\u00ec, con una lunghissima marcia, a rientrare nelle linee tedesche&#8230;\u201d il 31 dicembre 1942 siamo rientrati nelle linee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ecco perch\u00e8 nel foglio matricolare, o meglio il ministero d\u00e0 come data ufficiale di morte il 31 dicembre 1942. Possiamo considerare quella data il giorno in cui vi siete ritrovati per fare un bilancio?<\/strong><b>\n<\/b>S\u00ec, quelli che sono usciti si sono ritrovati in quella data per\u00f2 credo che suo zio sia stato fatto prigioniero quando era ancora sul Don.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Si per\u00f2 per chi ritornava, ed era al di qua del Don, riportava la notizia dei soldati mancanti come dispersi.<\/strong><b>\n<\/b>S\u00ec, certo! Continuando a leggere leggo del tenente Bassi di Villanova Padova, della mia batteria ricordo che c&#8217;era un sergente che era di Padova anche lui, Bonetto di cui non ho saputo mai pi\u00f9 nulla. <em>Si continua a leggere il foglio matricolare<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qui, in questo punto del foglio matricolare, c&#8217;\u00e8 la storia del soldato. Soldato scelto: mi \u00e8 stato detto che questa denominazione stava a significare che aveva particolari qualit\u00e0. Perch\u00e8 era un bravo meccanico, nel suo caso?<\/strong><b>\n<\/b>S\u00ec, Soldato scelto non era un grado ufficiale, un grado istituzionale. Vedo che poi viene trasferito al 120\u00b0, a quel punto era a Padova<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>S\u00ec, lui scrive la sua ultima cartolina dall&#8217;Italia da Padova, la scrive a dicembre 1941.<\/strong><b>\n<\/b>Poi leggo che fa un corso a Pordenone per guida automezzi che voleva dire saper guidare anche i trattori per il traino delle artiglierie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Si anche se queste cose doveva gi\u00e0 saperle fare perch\u00e9, lavorando con il padre, aveva imparato gi\u00e0 il mestiere di meccanico nonch\u00e9 di autista. I trattori li conosceva bne anche eprch\u00e8 aveva lavorato nei campi nel periodo della mietitura.<\/strong><b>\n<\/b>Capisco?in ottobre, 1941, vedo che \u00e8 stato mobilitato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In ottobre in sostanza lui sapeva che sarebbe partito per la Russia\u2026<\/strong><b>\n<\/b>Beh, no, non si sapeva ancora sapeva che sarebbe andato al fronte ma non veniva comunicata subito la destinazione, gli si diceva \u201cvai al fronte, sei destinato alla guerra\u201d ecco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi le comunicazioni dell&#8217;imminente partenza venivano date all&#8217;ultimo momento&#8230;<\/strong><b>\n<\/b>A volte si sapeva anche prima perch\u00e8 ci voleva una certa preparazione. Anche noi a Bologna siamo stati un mese circa, si sapeva che saremmo partiti per la Russia perch\u00e8 le tradotte partivano da Bologna per\u00f2 la destinazione si teneva riservata, non si sapeva dove, lo sapevano i capi per\u00f2 insomma non si era informati prima, difatti loro sono arrivati nel &#8217;42 da come leggo, all&#8217;inizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>S\u00ec, nel febbraio 1942, il 9 con l&#8217;esattezza.<\/strong><b>\n<\/b>S\u00ec, vedo il 9 febbraio partiti per la Russia per far parte del CSIR. Poi il 6 luglio 42 viene trattenuto alle armi&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questa formula \u201ctrattenuto alle armi\u201d immagino che si riferisca al fatto che il militare, scaduta la durata della naia, non viene rimandato a casa e viene appunto \u201ctrattenuto\u201d\u2026<\/strong><b>\n<\/b>Poi per\u00f2 qui dice \u201cdisperso nel fatto d&#8217;armi della terza decade di dicembre\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi \u00e8 quella di cui si parlava\u2026<\/strong><b>\n<\/b>S\u00ec, la terza decade \u00e8 da considerare la fine, il 30 dicembre. I fatti d&#8217;arme del 30 che per\u00f2 comincia il 17 dicembre. Questo \u00e8 importante perch\u00e8 sta a dimostrare che lui a Pawlograd non c&#8217;era.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>S\u00ec, infatti \u00e8 da presumere che sia morto in battaglia o fatto prigioniero.<\/strong><b>\n<\/b>Si perch\u00e8 quello che \u00e8 successo a Pawlograd noi lo sappiamo bene, sappiamo che era morto il capitano Alari che gli altri erano prigionieri. Questa sarebbe stata la domanda che le avrei fatto, quindi questo conferma che lui \u00e8 andato disperso il 17.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>S\u00ec, dopo lo sfondamento non si \u00e8 saputo pi\u00f9 nulla.<\/strong><b>\n<\/b>Io direi che\u00a0potrebbe essere proprio il giorno 17, perch\u00e8 noi non facemmo in tempo a tornare indietro, l&#8217;accerchiamento \u00e8 stato un fatto immediato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi sarebbe da ricercare nei campi di prigionia per verificare se ci sono informazioni sui soldati, cosa che resta pi\u00f9 difficile perch\u00e9 per quel che riguarda gli ufficiali ci sono pi\u00f9 informazioni, si sa, ma per i soldati pare che sia pi\u00f9 difficile risalire a dei dati certi.<\/strong><b>\n<\/b>Per quanto ne so io non c&#8217;\u00e8 un resoconto di nessun genere che sia veramente attendibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo ufficialmente, intende dire?<\/strong><b>\n<\/b>Si, certo, ufficialmente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il tenente Bassi, ritornato a casa, ha ricostruito la piantina e ha riportato tutti i letti dove ha scritto i nomi dei compagni prigionieri insieme a lui nel campo di Oranky.<\/strong><b>\n<\/b>\u00c8 un modo anche quello di ricostruire le vicende, con lo stesso sistema ho saputo di Gigli, quello che \u00e8 stato catturato e poi \u00e8 stato male, l&#8217;ho saputo da quelli che sono rientrati dalla prigionia, tra cui il tenente Remo Dionisi di Gualdo Tadino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questa parola &#8220;pacificato&#8221; che cosa voleva dire?<\/strong><b>\n<\/b>Che non era pi\u00f9 mobilitato, &#8220;pacificato a Campobasso nel 1983&#8221;, credo almeno che sia riferito al fatto che il reggimento non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, \u00e8 sciolto. La bandiera va al Vittoriano, al cimitero delle bandiere. A proposito delle bandiere nel mio libro c&#8217;\u00e8 un errore involontario. Trover\u00e0 che io assito alla bruciatura di una bandiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Volevo appunto chiederle, perch\u00e8 si bruciava la bandiera?<\/strong><b>\n<\/b>Per non farla andare in mano ai nemici!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi aveva un significato fortemente simbolico\u2026<\/strong><b>\n<\/b>Beh, la bandiera si difende con al vita e quindi io non posso lasciare che vada in mano ai nemici, significa che io non l&#8217;ho difesa,\u00a0e allora la bandiera si brucia. Quella del 120\u00b0 abbiamo saputo che il Colonnello De Simone l&#8217;ha bruciata insieme agli ufficiali, il giorno 17, quando hanno capito che erano circondati e non potevano uscire.\u00a0Invece durante una sosta della nostra ritirata, il colonnello Carloni era in un&#8217;isba, io ero andato l\u00ec forse per prendere ordini, non ricordo bene, ed ho visto che bruciavano una bandiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bruciare la bandiera aveva un significato anche per voi\u2026<\/strong><b>\n<\/b>S\u00ec! Negativo naturalmente, nel senso che era un momento critico, non si sapeva se eravamo circondati, c&#8217;era gente che camminava sul monte l\u00ec davanti, non si sapevano se erano amici o nemici, \u00e8 passata persino una colonna russa. Ad un certo punto si \u00e8 accorta che stava in mezzo ai nemici ed \u00e8 scappata via. Insomma era un momento brutto e allora decisero che si sarebbe bruciata un bandiera, io ho capito che si trattasse di quella del 6 bersaglieri. Invece, qualche anno fa, avendo ritrovato due compagni, un sottotenente e un tenente del sesto che stavano. uno a Forl\u00ec e l&#8217;altro a Ravenna, ci siamo incontrati e parlando \u00e8 venuto fuori che la bandiera del sesto era rientrata in Italia e oggi \u00e8 al Vittoriano. Quindi questa \u00e8 una notizia sicura. Evidentemente in quella occasione l\u00ec bruciarono un&#8217;altra bandiera ma a questo punto non so di quale bandiera si trattasse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e8 l\u00ec poteva essersi aggiunto qualche altro reparto e quindi&#8230;<\/strong><b>\n<\/b>Si, avevamo anche altri reparti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dunque Carloni ha deciso per altri reparti.<\/strong><b> <\/b>No, c&#8217;erano altri ufficiali in quest&#8217;isba, ufficiali che non conoscevo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qundi non era una &#8220;cerimonia&#8221; che si svolgeva davanti a tutti&#8230;<\/strong><b>\n<\/b>Non necessariamente, uno poteva essere anche da solo e deciderlo. In quel caso, nel caso del sesto, la bandiera \u00e8 ritornata perch\u00e9 un soldato, pare, se la sia messa nascosta sotto i vestiti ed \u00e8 uscito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Devo averla gi\u00e0 sentita questa storia della bandiera e del fatto che qualcuno ci si riparasse dal freddo&#8230;<\/strong><b>\n<\/b>Quindi questo \u00e8 un errore che trover\u00e0 nel mio libro. Tornando dunque alla parola pacificato, credo voglia dire che si \u00e8 sciolto. Difatti il reggimento rimane il 20\u00b0 e non il 120\u00b0 che invece si \u00e8 sciolto. Perch\u00e8 il 120\u00b0 era un bis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Si nato da una costola del 20\u00b0, nato ad hoc per la Russia. Ma quindi il 120\u00b0 richiamava la bandiera del 20\u00b0 oppure aveva una proprio bandiera?<\/strong><b>\n<\/b>No, no, ognuno aveva la proprio bandiera. (continua nella lettura ndr) \u201cMontenero di Bisaccia, Campobasso\u201d a proposito di Molise, il mio secondo attendente era di Campobasso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi uno abruzzese e uno molisano.<\/strong><b>\n<\/b>Il primo aveva la mia stessa et\u00e0, il secondo era pi\u00f9 grande di me, era del 1914 la classe del &#8217;14 era stata richiamata, era un contadino, una persona molto semplice, molto bravo, \u201cTu, signor tenente\u201d mi diceva<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Se non dava del voi dava del tu, il lei era difficile.<\/strong><b>\n<\/b>Per\u00f2 era tanto caro difatti siamo rimasti in contatto fino a che non so saputo pi\u00f9 nulla<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qual era il suo nome?\n<\/strong><b> <\/b>Giuseppe Cassetta. Era in Contrada Veticone a Campobasso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Invece questo amico di mio zio che \u00e8 ritornato si chiamava Vaccarella.<\/strong><b> <\/b>Vaccarella?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>S\u00ec, Costantino di nome.<\/strong><b>\n<\/b>Il nome non mi dice nulla ma io sicuramente un Vaccarella l&#8217;ho conosciuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Anche lui un autista.<\/strong><b>\n<\/b>Invece il mio autista che portava il mio camion, (eravamo parecchi ufficiali per cui ognuno poi aveva il proprio camion) si chiamava Vespa, anche di lui non ho saputo pi\u00f9 nulla, era comunque rientrato in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Si instaurava un certo rapporto tra il soldato e l&#8217;ufficiale, una certa confidenza oppure, per questioni anche pratiche, si rimaneva distaccati?<\/strong><b>\n<\/b>Dipendeva dai casi, io ho sempre avuto dei rapporti molto buoni con gli attendenti. Erano due perch\u00e9 l&#8217;altro \u00e8 &#8220;rimasto&#8221; l\u00ec, era partito da Padova con me.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi vi siete avvicinati gi\u00e0 da subito.<\/strong><b>\n<\/b>Si, e quindi lo conoscevo gi\u00e0 un po&#8217;, era molto bravo, poveretto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;attendente che ruolo aveva, che mansioni svolgeva? Era una sorta di &#8220;segretario&#8221; dell&#8217;ufficiale?<\/strong><b>\n<\/b>In tempi normali l&#8217;attendente in pratica puliva le scarpe, gli stivali, gli abiti, svolgeva servizi minori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Era al sevizio dell&#8217;ufficiale quindi\u2026<\/strong><b> <\/b>Si, ma poi, anche in quelle circostanze, dipendeva. Essere attendenti in tempo di pace era un conto in guerra era un altro. In guerra l&#8217;attendente l&#8217;ho usato pi\u00f9 che altro per oliarmi l&#8217;arma o per le cose essenziali tipo trovare cose da mangiare, cose di questo tipo. Per\u00f2 anche loro avevano delle aspettative nell&#8217;assumere questo ruolo. Significava, in qualche modo, migliorare le proprie aspettative di vita per tanti motivi. Nei periodi normali, gli ufficiali avevano una loro mensa quindi gli attendenti molto spesso beneficiavano anche di questo. Degli orari, se non facevano i servizi normali: la guardia, le 24 ore, la pulizia dei cavalli, traevano vantaggi da queste cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Godevano di una sorta di privilegio rispetto al soldato semplice\u2026<\/strong><b>\n<\/b>S\u00ec, in effetti lo era. Adesso questo incarico non esiste pi\u00f9 <em>Si torna sul foglio matricolare<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;encomio che hanno dato a mio zio, trovo abbia un significato persino pi\u00f9 importante di una croce di guerra. Lo considero un riconoscimento di merito &#8220;reale&#8221;. La medaglia gli \u00e8 stata consegnata postuma, probabilmente come un atto dovuto per la sua condizione di disperso, non trova?<\/strong><b>\n<\/b>Per\u00f2 attenzione perch\u00e9 ci sono due tipi di croce. C&#8217;\u00e8 la croce di guerra, che \u00e8 un riconoscimento a chi ha fatto la guerra e non necessariamente perch\u00e9 ci ha rimesso la vita. A chi ha fatto qualcosa di pi\u00f9 viene consegnata la croce al &#8220;merito&#8221; di guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In questo caso \u00e8 una croce al &#8220;merito&#8221; di guerra.<\/strong><b>\n<\/b>Poi glie le mostro. Questa croce forse ai dispersi l&#8217;hanno data a tutti <strong>Credo anche io!<\/strong><b> <\/b>Viene consegnata in base a un decreto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La sigla O.d.g. equivale a &#8220;Ordine di guerra&#8221;?<\/strong>\nNo, non mi risulta. O.d.g. \u00e8 Ordine del giorno\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Chi indiceva un ordine del giorno?<\/strong><b>\n<\/b>I comandi! <em>Si guarda un manoscritto di famiglia\u2026<\/em><i> <\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo \u00e8 un articolo, che a detta di mia zia Elena, pare avesse copiato mia nonna da un giornale, forse un giornale locale, che riportava la notizia delle azioni dei soldati molisani tra i quali mio zio si era distinto\u2026<\/strong><b>\n<\/b>Da quello che leggo e dal foglio matricolare mi pare chiaro che sia stato fatto prigioniero, o comunque che sia\u00a0scomparso, il giorno dello sfondamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ricordo che il tenente Bassi mi parl\u00f2 del libro di Carloni che parla del 120\u2026<\/strong><b>\n<\/b>Io ho diversi libri, tra questi ho anche quello del Carloni nel quale ui fa un errore, parla di 121\u00b0 Artiglieria motorizzato invece che del 120\u00b0. E poi non dice molto\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come ha fatto a fare un errore cos\u00ec madornale, eravate insieme in guerra e lo siete stati a lungo, vi sarete anche consultati, avrete anche discusso, parlato, com&#8217;\u00e8 possibile che sia potuto accadere?<\/strong><b>\n<\/b>Credo che sia dovuto al fatto che lo abbia scritto molto dopo, quando \u00e8 rientrato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 evidente che non ha consultato nessuno del 120\u00b0 altrimenti dell&#8217;errore se ne sarebbe accorto.<\/strong><b>\n<\/b>Beh lui era andato alla Monterosa (dopo l&#8217;8 settembre fu costituita la divisone alpina Monterosa inviata in Germania per essere addestrata ndr), in Germania, con la Repubblica sociale e questo \u00e8 stato il motivo per cui le gesta di Carloni non sono state riconosciute. Noter\u00e0 che questa \u00e8 anche l&#8217;idea di Bedeschi. Lui, nella sua prefazione al mio libro, in qualche modo, conferma quello che le sto dicendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo fatto di dover raccontare la storia, e quindi la verit\u00e0, a blocchi politicizzati non l&#8217;ho mai capita, sono uno di sinistra ma non ho motivo di dover ammettere certi errori di parti politiche siano esse &#8220;rosse&#8221; o &#8220;nere&#8221;. Non capisco come mai la guerra debba essere una questione politica che cio\u00e8 ci debba essere una sorta di filtro per giudicare positivamente o negativamente i fatti. In Russia sono morti degli italiani, che fossero italiani comunisti o fasciti, erano comunque italiani. A riguardo di questo trovo per esempio che i libri sui prigionieri di guerra in Russia abbiamo una connotazione comunque pro regime ma io credo che tolto, col la dovuta cautela, la parte faziosa non si pu\u00f2 negare che nei campi di prigionia russi ci siano stati interrogatori, rieducazioni da parte dei comunisti vicini a Togliatti e dallo stesso coordinati. Quindi perch\u00e9 non si devono riconoscere certi errori? Politicamente cosa cambia?<\/strong><b>\n<\/b>Comunque c&#8217;\u00e8 tanta gente che ha pagato con la vita, da qualunque parte fosse? In una di queste trasmissioni tipo &#8220;La storia siamo noi&#8221; di tempo fa, emergeva proprio questo aspetto di cui si parlava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per via di questa ricerca su mio zio ho conosciuto un suo collaboratore, un giornalista storico, molisano (Enzo Cicchino ndr), con il quale sono in contatto e che ho avuto modo di conoscere di persona. Lui collabora con Minoli.<\/strong><b>\n<\/b>Tra l&#8217;altro parlando di Minoli, tre o quattro mesi fa, gli scrissi mandandogli il mio libro per spiegargli un po&#8217; come erano andare le cose a Pawlograd?ma lei lo vede questo giornalista?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Beh di solito lo aggiorno sulle mie ricerche, sono in contatto costante, si\u2026<\/strong><b>\n<\/b>Stavo dicendo di Pawlograd e dell&#8217;ultimo reparto italiano impiegato in Russia sotto i tedeschi, che dal punto di vista storico \u00e8 stato messo in ombra, nella lettera cercavo di spiegarlo. Noi abbiamo combattuto per difendere il Nipro a favore dei tedeschi sotto il comando della zona, della piazza di Nipropetrosk. \u00c8 una vicenda interessante perch\u00e9 lo Stato Maggiore (e per questo cercavo di integrare con altre ricerche) nel rapporto ufficiale, ha dedicato solo dieci righe in merito. Mi pare che nel libro da qualche parte cito questa omissione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Parliamo del 120\u00b0 o della Divisione Celere?<\/strong><b>\n<\/b>Parliamo della Colonna Carloni a Pawlograd. Per\u00f2, tanto per spiegare come vanno le cose, alcuni anni fa hanno fatto una seconda edizione di questo rapporto\u00a0e l\u00ec ci sono invece varie pagine perch\u00e9 si vede che, decantate le vicende o cambiate le persone, non so, hanno trattato pi\u00f9 approfonditamente l&#8217;argomento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Magari saranno usciti nuovi documenti, diari\u2026<\/strong><b>\n<\/b>Ma no, credo fosse un fatto voluto, ma certo non era possibile che questi se la cavassero con venti righe, non era possibile perch\u00e9 \u00e8 un fatto che nessuno consoce. Gli alpini erano gi\u00e0 rientrati. A noi ci hanno impiegato a Pawlograd, quando il resto dell&#8217;armata italiana era gi\u00e0 rientrata o al massimo stava sui treni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi voi siete stati gli ultimi a rientrare\u2026<\/strong><b>\n<\/b>Gli, ultimi!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E l&#8217;accoglienza com&#8217;\u00e8 stata in Italia?<\/strong><b>\n<\/b>L&#8217;accoglienza, era una cosa relativa in Italia, l&#8217;accoglienza la avemmo a Vienna, sia all&#8217;andata che al ritorno, abbiamo avuto il popolo che ci ha battuto le mani per\u00f2 \u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A Vienna!?\n<\/strong>A Vienna!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che non era &#8220;Italia&#8221;!<\/strong><em><b>\n<\/b>(annuisce)<\/em> \u2026Per\u00f2 noi siamo andati come tutti gli altri in campo contumaciale per cui la gente non la vedevamo, poi riuscivamo dopo quaranta giorni..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi si erano spente le emozioni legate al rimpatrio\u2026<\/strong><b>\n<\/b>Poi ognuno si riuniva al suo reparto quindi non si \u00e8 avvertito in maniera collettiva. D&#8217;altra parte del 120\u00b0 \u00e8 rientrata pochissima gente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Voi del secondo gruppo che vi siete mossi con i bersaglierei, quanti eravate?<\/strong><b>\n<\/b>Noi in origine eravamo qualche migliaio, poi per\u00f2\u00a0a Pawlograd eravamo duemila in totale, ma duemila significava che noi del 120\u00b0 eravamo centocinquanta, tra i centocinquanta e i duecento immagino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E invece prima eravate come secondo gruppo\u2026?<\/strong><b>\n<\/b>Un migliaio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi ridotti da un migliaio a duecento uomini<\/strong><b> <\/b>Si.\nE poi di questi duemila che hanno difeso Pawlograd, oltre a noi c&#8217;erano un&#8217;accozzaglia di altra gente, tra cui: i movieri che erano quelli che dirigevano il traffico, il cui colonnello \u00e8 morto su quel camion l\u00ec (Carolina era l&#8217;unico Fiat 626 del 120\u00b0 rientrato in Italia ndr) proprio sul posto della cabina che in genere occupavo io. Comunque \u00e8 difficile adesso trovare proprio una descrizione di quello che sia potuto avvenire dopo. Io ero in convalescenza per questo congelamento leggero, per\u00f2 i miei colleghi che erano rientrati dalla Russia sono stati mandati in Sicilia per accompagnare le truppe italiane che dovevano constatare lo sbarco degli americani. L\u00ec, fecero tutti una brutta fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Si ritornava vivi dalla Russia e si veniva a morire in Italia quindi. C&#8217;\u00e8 stato chi, dopo essere scampato alla Russia, ha dovuto subire la deportazione in Germania.<\/strong><b>\n<\/b>Anche io sono scampato? sa? Quando uno non deve morire \u00e8 destino, non deve? Questo \u00e8 un articolo in cui \u00e8 stata riprodotta la foto dove io sono in motocicletta, vede? Io ho la pelliccia, si vede il collo, e ho un cappello alla russa di pelo, che mi aveva fatto l&#8217;attendente, che poi\u00a0s&#8217;\u00e8 congelato, era sarto. Me lo aveva confezionato durante il viaggio di andata, ci mettemmo 15 giorni ad andare in tradotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non poco considerando che la prima spedizione del 120\u00b0 ci mise solo 6 giorni\u2026<\/strong><b>\n<\/b>Ma s\u00ec, perch\u00e9 ogni tanto ci fermavano, a parte poi le deviazioni che ci facevano fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Probabilmente essendo arrivati nella fase critica della guerra era meno agevole e pi\u00f9 pericoloso il passaggio.<\/strong><b>\n<\/b>Beh, proprio perch\u00e9 c&#8217;erano molte truppe che trafficavano le strade, non c&#8217;eravamo solo noi in Russia oltre ai tedeschi c&#8217;eano i Rumeni, con il quale il nostro fronte era confinante sul lato destro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In effetti si tende a pensare che i nostri 200.000 uomini fossero tanti ma se comparati al numero dei soldati, peraltro morti, delle altre nazioni, le nostre, quelle dei soldati italiani, sono cifre irrisorie a confronto, noi parliamo nell&#8217;ambito delle centinaia di migliaia di morti per i tedeschi si deve parlare nell&#8217;ordine di\u2026<\/strong><b>\n<\/b>Milioni! Comunque questa foto \u00e8 interessante perch\u00e9 si vede &#8220;Carolina&#8221; il famoso 626 che torn\u00f2 a casa, seppure in cattive condizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ecco questa \u00e8 la famosa Carolina di cui lei scrive.<\/strong><b>\n<\/b>Questa foto \u00e8 stata scattata dopo i fatti di Pawlograd, siamo tutti noi, unici ufficiali rimasti. Questo \u00e8 D&#8217;Aquino che era il mio comandante di batteria in origine, era un ufficiale effettivo non era di complemento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questa l&#8217;ha in originale?<\/strong><b>\n<\/b>S\u00ec, l&#8217;ho ricostruita elettronicamente da una positiva, non avevo il negativo. Siccome era l&#8217;ultima ho voluto farla salvare su un dischetto. Quindi le do queste fotocopie perch\u00e9 oltre ad essere scampato alla guerra in Russia sono scampato anche a un disastro aereo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi le foto che ho visto di l\u00e0 incorniciate riguardavano in realt\u00e0 un disastro aereo e non un abbattimento di un velivolo!<\/strong><b> <\/b>Si! <strong>Cio\u00e8, cosa \u00e8 successo? Doveva partire per un viaggio e poi non \u00e8 pi\u00f9 partito e quindi si \u00e8 salvato?\n<\/strong>No! Io ero gi\u00e0 tornato, ero in convalescenza a Pesaro. Dopo Padova sono andato a Pesaro perch\u00e9 per la mia invalidit\u00e0 mi avevano destinato come istruttore al corso di ufficiali di Pesaro, che avevano istituito allora per la guerra, per\u00f2 non feci in tempo ad andarci perch\u00e9 e avvenuto quello che \u00e8 avvenuto l&#8217;8 settembre (1943 ndr). Quindi subito dopo l&#8217;8 settembre dei miei amici aviatori, come legger\u00e0, volavano e io non avevo mai volato, allora chiesi loro &#8220;sapete, avrei desiderio di volare anche io&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E poi?<\/strong><b>\n<\/b>L&#8217;aereo \u00e8 andato gi\u00f9 e si \u00e8 distrutto! E non ci siamo fatti niente!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi lei era sull&#8217;aereo?<\/strong><b>\n<\/b>S\u00ec, certo sull&#8217;aereo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ecco perch\u00e9 prima diceva &#8220;quando uno non deve morire\u2026<\/strong><b>\n<\/b>Non deve morire!!! Ero sull&#8217;aereo, in piedi, dietro i piloti, non ero legato, non ero seduto, nulla di tutto questo\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A che altezza eravate arrivati quando si sono spenti i motori?<\/strong><b>\n<\/b>A trecento metri, non c&#8217;era la benzina<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non vi siete fatti proprio nulla?<\/strong><b>\n<\/b>Beh&#8230; Mah&#8230; Io avevo una leggera scalfittura, l&#8217;altro mio amico lo stesso\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9 l&#8217;aereo era distrutto!<\/strong><b>\n<\/b>L&#8217;aereo era distrutto, si. Per\u00f2 la fortuna \u00e8 stata che non siamo andati a fuoco perch\u00e9 altrimenti saremmo bruciati, saremmo andati arrosto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo \u00e8 un trimotore.<\/strong><b> <\/b>Si, il famoso &#8220;gobbo maledetto&#8221;, il trimotore da bombardamento SM79.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che so che non era molto stabile come aereo\u2026<\/strong><b>\n<\/b>No era un ottimo apparecchio per\u00f2 era vecchio, aveva fatto la guerra in Spagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dico questo perch\u00e8 avevo sentito che il bimotore rispetto al trimotore era pi\u00f9 stabile nella picchiata e nel bombardamento a terra, aveva meno problemi di stabilit\u00e0 all&#8217;impatto con l&#8217;aria. Non era preciso con i tiri in sostanza.<\/strong><b>\n<\/b>Bisognava regolare molto bene i motori, per\u00f2 era un ottimo aereo.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una persona rara, speciale, colta e umile, di quelle persone che se ne incontrano poche nella vita.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1481,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[30,80,39,129,36,130,90,38,56,28,131,27,70,71,104],"class_list":["post-1435","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","tag-120-reggimento-artiglieria-motorizzato","tag-alpini","tag-armir","tag-arrigo-petacco","tag-campagna-di-russia","tag-colonna-carloni","tag-corpo-darmata-alpino","tag-csir","tag-fiume-don","tag-fronte-russo","tag-fronte-russo-cero-anchio","tag-gino-papuli","tag-libri","tag-poesie","tag-reduci"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Intervista a Gino Papuli | Sito provvisorio<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Sito del 120\u00b0 Reggimento Artiglieria Motorizzato - Campagna di Russia 1941-43 - Fronte russo\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"noindex, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Intervista a Gino Papuli | Sito provvisorio\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Sito del 120\u00b0 Reggimento Artiglieria Motorizzato - Campagna di Russia 1941-43 - Fronte russo\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.arteinzucca.it\/centoventesimo\/intervista-a-gino-papuli\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Sito provvisorio\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2022-04-28T14:37:16+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2023-01-26T18:01:46+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.arteinzucca.it\/centoventesimo\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/papuli_carolina-e1651506539133.gif\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"440\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"293\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/gif\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"admin\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"admin\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"57 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.arteinzucca.it\\\/centoventesimo\\\/intervista-a-gino-papuli\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.arteinzucca.it\\\/centoventesimo\\\/intervista-a-gino-papuli\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"admin\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.arteinzucca.it\\\/centoventesimo\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/a46f7ea27d027aeb0538ccfb78a2039d\"},\"headline\":\"Intervista a Gino Papuli\",\"datePublished\":\"2022-04-28T14:37:16+00:00\",\"dateModified\":\"2023-01-26T18:01:46+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.arteinzucca.it\\\/centoventesimo\\\/intervista-a-gino-papuli\\\/\"},\"wordCount\":10574,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.arteinzucca.it\\\/centoventesimo\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.arteinzucca.it\\\/centoventesimo\\\/intervista-a-gino-papuli\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.arteinzucca.it\\\/centoventesimo\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2022\\\/04\\\/papuli_carolina-e1651506539133.gif\",\"keywords\":[\"120\u00b0 Regg. 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